Dalla passione all’eccellenza: l’approccio delle donne del settore dell’Arte sin dal primo giorno di lavoro

Con la Dott.sa Consuelo Barilari, all’inaugurazione del “Matilde Di Canossa” Festival dell’eccellenza Femminile 2018, abbiamo parlato di come un professionista possa mettersi in campo nel mondo dell’Arte. L’articolo interessa chi da subito vuole mettere in campo il proprio potenziale puntando all’eccellenza.

La Barilari è organizzatrice del Festival che è alla 14^ Edizione ed a Genova ed è riuscita a mettere assieme in un’ampia chermesse numerosi aspetti della sensibilità artistica femminile.

Il Festival racconta in un percorso multiforme e multi sfaccettato, le diverse declinazioni del talento e dell’eccellenza femminile nell’ambito della conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali.

Donne di ogni età, di ogni epoca, da ogni parte d’Europa hanno protetto e salvato opere d’arte da guerre e saccheggi, perpetrando attività museali, di studio, di raccolta, collezionismo e mecenatismo.

Donne del cinema, del teatro e di impresa hanno contribuito al patrimonio artistico adottando più metodi.

L’arte, la sua storia e la conservazione: quante le carriere possibili?

Parlando di carriere da intraprendere nel mondo dell’arte e di sviluppo del proprio potenziale per vivere a pieno la propria esistenza lavorativa, i Convegni del Festival illustrano sin dal primo giorno una realtà ricca di opportunità, specie per le donne.

Seguendo le relazioni illuminanti della Tavola Rotonda “Il femminile nella bellezza del Patrimonio europeo”, la Dott.sa Giuliana Algeri (già Sovrintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria) pone l’accento su quanto ci sia da scoprire, indagare e restaurare in ambito artistico.

Tutto ciò in una materia, la Storia dell’Arte, relativamente giovane e nata solamente alla fine del 1800 in ambito accademico.

Non potevo proprio lasciarmi sfuggire un evento come questo laddove, nel racconto della Prof.sa Laura Stagni dell’Università di Genova, inerente donne straordinarie, sono state rivelate storie femminili affascinanti e toccanti. Spiccano le vicende romanzesche di Giusta Nicco Fasola (1901 – 1960), in cui la passione per l’arte si mescola alla dedizione al lavoro ed alla ricerca di un’eccellenza nell’attuazione del metodo.

Il racconto del mecenatismo femminile offerto dalla Dott.sa Paola Traversone (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria), inoltre, ha offerto curiosi ulteriori spunti sulle importanti occasioni di Conservazione dei Beni Culturali liguri regalate da donne sorprendenti del passato e contemporanee.

Il parere dell’esperta in Eccellenza Femminile

Non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di domandare alla poliedrica e frizzante regista, attrice ed organizzatrice del Festival FEF2018, Dott.sa Consuelo Barilari, quali siano gli elementi e le caratteristiche delle donne che possano realmente supportare e fare da sprone al lancio di una nuova carriera in ambito artistico.

Come autrici d’arte in senso lato, ma anche in qualità di studiose, conservatrici, restauratrici e sovrintendenti, i percorsi sono molteplici e partono tutti da un denominatore comune: la passione.

Si tratta di un settore, l’arte e la conservazione, in cui le donne hanno conquistato e mantenuto in Italia spazi importanti ed in cui storicamente esse conoscono meno discriminazione rispetto ai colleghi uomini.

Un tema forte è emerso subito, un tema a me particolarmente caro.

L’importanza dei soft skill nel lavoro ed a supporto della contrattazione

Documentare i propri soft skill e assegnare un valore di mercato a determinate capacità che tipicamente le donne hanno e che spesso danno per scontate, non è fantascienza ed in alcuni settori è un valido sistema per ottenere compensi – finalmente! – commisurati alle proprie competenze.

Nella scorsa edizione, ci racconta la Barilari, una grande professionista del settore petrolifero ha raccontato come proprio prendendosi del tempo per stilare la lista delle proprie capacità non tecniche ma per lo più di tipo gestionale ed interpersonale, questa sia riuscita a spuntare un accordo contrattuale più favorevole di quanto inizialmente le fosse stato prospettato dall’amministrazione della propria azienda.

Le donne possono esprimere il proprio potenziale, mettendo in campo capacità innate che nel mondo aziendale hanno un valore “economico”.

Il rapporto di lavoro dopotutto non è che uno scambio di valore tra la persona e l’azienda, pertanto il valore che una donna può fornire in termini di capacità organizzativa, passione, ascolto attivo, è una risorsa per l’organizzazione che cerca leader efficaci con i propri dipendenti.

Quando allora parliamo di brand personale e di individuazione dei propri obiettivi, non dimentichiamoci di puntare sui nostri atteggiamenti e sulle nostre competenze, ripercorrendo quelle situazioni della vita in cui una certa competenza non propriamente tecnica ci ha aiutati a superare una difficoltà lavorativa. O un brutto periodo.

Come farsi largo nell’ambito dell’arte: il consiglio della professionista

Ho domandato alla Barilari cosa consiglierebbe di mettere in campo da subito, per esprimere il proprio potenziale ed attuare l’eccellenza. Per un appassionato o un neoassunto che intendesse iniziare a muovere i primi passi o a rilanciarsi nell’ambito dell’arte, ecco i consigli principali.

Le competenze tecniche per chi inizia, secondo la Barilari, sono di tipo accademico mentre il lavoratore, ad esempio il giovane, deve lavorare di più sulle proprie capacità personali ed insistere in particolare sulla “persona”. Se ad esempio nella divulgazione dell’arte si è alle prime armi, occorre credere in sé stessi, per non soffrire delle ansie sul lavoro di cui soffrono le donne, le quali sovente sentono forte il pericolo di poter essere surclassate ed escluse dai percorsi di carriera.

Chi crede in sé stesso ha meno probabilità di essere vittima di discriminazioni, in questo ambito.

Chi crede in sé stesso difficilmente si sente surclassato, ci dice la Barilari.

Conclusioni

Le risposte sono state preziosissime, specie perché vengono da chi ha realizzato un Festival interessante e coerente, già da numerose edizioni e può sintetizzare dove si trovino le radici dell’eccellenza (femminile, ma non soltanto femminile).

Riepilogando, una persona che entra a far parte di questo mondo deve condurre un’indagine mirata a capire:

  • Cosa ci differenzia gli uni dagli altri, come essere umani: cosa dice il nostro background? Sappiamo comunicare? Sappiamo fare fronte a problematiche estemporanee? Abbiamo la sensibilità giusta per il mondo dell’arte?
  • Cosa la persona crede fermamente di poter realizzare con le proprie competenze: conosciamo lingue straniere che possano supportare un percorso culturale specifico? Abbiamo una passione specifica nella quale crediamo fortemente?

In bocca al lupo a chi vuole lanciarsi nel mondo delle Belle Arti e delle Arti in genere ricordando che il Festival FEF2018 prosegue a Genova sino al 25 novembre 2018.

 

–   Daniela Ceremigna

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